Le cellule staminali rappresentano una promettente frontiera nella medicina rigenerativa, in particolare nel trattamento della paralisi cerebrale. Un recente studio ha analizzato il potenziale delle cellule mononucleate autologhe, derivate dal sangue cordonale o dal midollo osseo, come possibile terapia per questa patologia neurologica.

Uno studio rigoroso per risultati affidabili
Lo studio, di fase 1/2a, è stato condotto con un approccio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e con crossover, coinvolgendo bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni. I partecipanti, reclutati tra novembre 2013 e novembre 2016, sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha ricevuto il trattamento con cellule staminali autologhe (da sangue cordonale o midollo osseo), mentre l’altro ha ricevuto un placebo. Dopo 12 mesi, i bambini inizialmente assegnati al gruppo placebo hanno avuto l’opportunità di ricevere il trattamento con cellule staminali.
Risultati promettenti e sicurezza confermata
L’analisi dei dati ha evidenziato che nessuno dei partecipanti ha riportato eventi avversi correlati all’infusione di cellule staminali, confermando la sicurezza del trattamento. Inoltre, sono stati osservati cambiamenti positivi nella connettività cerebrale e nella diffusività radiale del tratto corticospinale, suggerendo un possibile miglioramento nella mielinizzazione.
In circa il 60% dei casi in cui è stato possibile ricostruire il tratto corticospinale bilateralmente, è stata riscontrata una riduzione della diffusività radiale dopo il trattamento, indicando un effetto positivo sulla struttura neuronale. Inoltre, la connettività nei circuiti cortico-striatali e talamo-corticali è aumentata in tutti i partecipanti a 12 mesi dal trattamento, suggerendo un possibile impatto sulla funzione motoria nei bambini affetti da paralisi cerebrale.

La necessità di maggiore disponibilità di sangue cordonale
Nonostante i risultati incoraggianti, lo studio evidenzia che la disponibilità limitata di sangue cordonale conservato rappresenta un ostacolo significativo per la realizzazione di trial clinici su larga scala. Per validare ulteriormente questi risultati e ampliare le possibilità terapeutiche, sarebbe fondamentale incentivare sia la conservazione privata che l’aumento delle unità disponibili attraverso banche pubbliche di sangue cordonale.
Questo studio rappresenta un importante passo avanti nella ricerca sull’uso delle cellule staminali nel trattamento della paralisi cerebrale. I dati suggeriscono che il sangue cordonale potrebbe avere un ruolo chiave nella medicina rigenerativa, offrendo nuove opportunità terapeutiche per i bambini affetti da questa patologia. Tuttavia, affinché il potenziale di queste terapie venga pienamente sfruttato, è essenziale aumentare la disponibilità di sangue cordonale conservato.
Conclusione
In Scientia Fides continua a promuovere l’importanza della conservazione del sangue cordonale, considerandolo un investimento fondamentale per il futuro della medicina personalizzata e delle terapie rigenerative.
Fonte: pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9188321/